Degustazione Marie Stuart PDF Stampa E-mail

"DEGUSTAZIONE CHAMPAGNE MAISON MARIE STUART (FRANCIA)"

 

Giovedì 5 novembre 2009!

Quando si tratta di bollicine il Wine Bar La Tavernetta di Morbegno fa sempre registrare il tutto esaurito. Così è stato anche questa volta con la degustazione di tutta la gamma degli Champagne della Maison Marie Stuart non ancora conosciuta ai più ma capace di regalarci splendide emozioni nel corso della serata, presentata per l'occasione da Pier Angelo Martinelli, manager dell'azienda Chiarli 1860 di Modena che distribuisce Marie Stuart in Italia.La Maison la cui fondazione risale al 1897 si trova a Reims nel cuore della regione della Marna e porta il nome della regina Marie Stuart, carismatica figura rinascimentale che soggiornò a Reims accolta dalla zia, la badessa Renée de Lorraine, nell'abbazia Saint-Pierre-les Dames.Il marchio Marie Stuart ebbe molti passaggi di proprietà finchè nel 1994 divenne parte del Gruppo Alain Thienot che comprende altre prestigiose marche come Alain Thienot, Joseph Perrier, Canard-Duchêne e Malard.Le uve utilizzate per la produzione degli Champagne provengono da vigneti selezionati da tre principali zone: la Côte de Blancs, Montagne de Reims e la Vallée de la Marne.

 

Note di degustazione.

 

In apertura abbiamo potuto assaggiare il Brut Rosé prodotto con Pinot Nero (60%), Chardonnay (25%) e Pinot Meunier (15%), che matura sui propri lieviti per 3 anni.Nel bicchiere si presenta molto trasparente e cristallino, con un bel rosa tenue che ricorda la buccia di cipolla e un perlage con bollicine numerose, fini e persistenti, indice come sempre di grande qualità dello Champagne.Al naso esprime aromi intensi e complessi, raffinati ed eleganti che si aprono con note fruttate di lampone, fragola e ciliegia seguite da lievi sentori floreali che ricordano il ciclamino e poi aromi di crosta di pane, lievito e ancora frutta come la banana e il litchi.In bocca un vino equilibrato che oltre al buon corpo e alla bella freschezza presenta una perfetta corrispondenza con il naso. Emergono sapori intensi e piacevoli con un finale persistente ricco di ricordi fruttati.In abbinamento al primo vino sono state servite delle ostriche al naturale e tartine al salmone. Va detto che, tra i due, senza dubbio la tartina al salmone è quella che meglio si è abbinata al vino. Infatti le ostriche al naturale con le bollicine, di solito, costituiscono un abbinamento poco armonico, anche se tra i più classici. Si tratta, insomma, di una raffinata abitudine legata più che altro all'atmosfera che lo Champagne sa creare, perché la spiccata sapidità di questi molluschi si abbina meglio alla maggiore morbidezza di altri vini, magari secchi e profumati. Ma se vogliamo, c'è ancora da dire: per esempio la succulenza delle ostriche, molto percettibile, non è adeguatamente equilibrata dalla sensazione di pseudo calore presente nello spumante e, ancor di più, dall'effervescenza/acidità dello spumante stesso, nei confronti di un alimento nel quale non viene percepita la sensazione di grassezza ma solo, ad un livello di percettibilità piuttosto basso, quella di tendenza dolce.A seguire il Brut Tradition prodotto con Pinot Nero (60%), Chardonnay (25%) e Pinot Meunier (15%) che matura sui propri lieviti per 3 anni.Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino brillante ed anche qui un bel perlage fatto di bollicine numerose, fini e persistenti.Raffinato ed elegante al naso rivela aromi piuttosto intensi che spaziano dal fruttato fresco come la banana, il pompelmo, la pera e la susina, al floreale come il biancospino per finire con i classici sentori di crosta di pane, lievito e brioche.In bocca, come il precedente, ha una buona corrispondenza con il naso, bella freschezza, buona intensità e piacevolezza, comunque equilibrato con un finale persistente su note fruttate già percepite al naso.In abbinamento è stato servito un tris di crudità di mare: salmone, tonno e spada. Il bouchet fruttato e floreale che il vino ha espresso si è piacevolmente abbinato con questo antipasto dal gusto fresco e stimolante.Poi è stata la volta di uno Champagne decisamente più impegnativo: il Brut Millésime 2002 prodotto con Chardonnay (80%) e Pinot Nero (20%).Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino brillante ed un bel perlage.Al naso una ricca varietà di aromi che si aprono con note di banana, susina, pera, litchi, per proseguire poi con accenni di crosta di pane, lievito, brioche, miele.In bocca ritornano l'eleganza e la raffinatezza espressi al naso, con freschezza, buon equilibrio e corpo, molto piacevole e morbido. Finale anche qui con persistenza di note fruttate.In abbinamento con questo vino è stato servito un risotto con gamberi. Essendo un piatto a base di crostacei presenta una tendenza dolce abbastanza percettibile, che viene equilibrata da un vino dotato di buona freschezza, con bouquet fruttato e floreale, intenso e morbido.Poi è stato il turno di un altro grande prodotto: la  Cuvée de La Sommelière  realizzato con Chardonnay (90%) e Pinot Nero (10%). E' un vino questo che matura sui propri lieviti per 5 anni e che coniuga l'eleganza dello Chardonnay con il buon supporto del Pinot Nero.Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante ed un perlage fatto come al solito di bollicine numerose, fini e persistenti.Al naso affiorano complessi aromi eleganti e raffinati che si aprono con sentori di lievito e crosta di pane, accenni di miele d'acacia seguiti da note fruttate di banana, mela, pompelmo e floreali di biancospino e ginestra.In bocca sapori intensi e gradevoli unitamente ad una buona freschezza, struttura e morbidezza. Buona corrispondenza anche qui naso-bocca con finale persistente ricco di ricordi fruttati.Con questo Champagne sono stati serviti dei formaggi con diversa stagionatura e senza dubbio quello di maggior soddisfazione nell'abbinamento è risultato un Bitto di tre anni.Dulcis in fundo il Demi-Sec prodotto con Pinot Nero (60%), Chardonnay (25%) e Pinot Meunier (15%).La curiosità di provarlo era tanta perché si tratta di una tipologia di Champagne piuttosto rara e poco consueta rispetto ai diffusi brut.Nel bicchiere un colore giallo paglierino brillante, molto trasparente e un buon perlage.Al naso esprime aromi piuttosto intensi e raffinati che si aprono con note fruttate di banana, ananas, pera, mela, seguite da aromi floreali di biancospino e i soliti sentori di lievito, brioche e crosta di pane.In bocca abboccato e morbido, ha buona corrispondenza con il naso. Fresco e di buon corpo è comunque equilibrato e persistente.Gran finale con i dolci, come sempre magistralmente preparati dalla "casa", che ben abbiamo apprezzato con quest'ultimo vino, anche se i puristi dello Champagne sono ritornati a degustare quelli precedenti.

Buone bollicine a tutti!!!

 

Giacomo Codazzi

 
2009 :: Wine Bar La Tavernetta P.IVA 00824720148 :: Website by Cristian Cassina